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Portogruaro: gli antichi Mulini rimarranno “spogli”

Portogruaro, 03.05.2020. Davanti all’ingresso dei due mulini sul Lemene, uno dei simboli della nostra città, non cresceranno più salici (almeno finché ci sarà l’amministrazione Senatore ndr.). A rivelarlo stamani è stato il presidente del consiglio comunale, Gastone Mascarin, rispondendo in maniera “calorosa” ad un mio post su facebook dove avevo ricordato come, a distanza di anni, non sono stati ripiantumati i salici piangenti davanti ai mulini. Ma partiamo dall’inizio di questa vicenda.

Vittoria pizzolitto

In un’interrogazione, risalente al 2018, la consigliera dem Vittoria Pizzolitto aveva chiesto quando l’amministrazione comunale avrebbe piantato dei nuovi salici al posto di quelli che il maltempo dell’anno precedente aveva irrimediabilmente compromesso. La sindaca rispose in maniera diplomatica che “si stava valutando la possibilità di piantumare. Saranno valutate le migliori tempistiche volte a trovare la soluzione più idonea.” Trascorrono i mesi, ma dei salici nemmeno l’ombra. Stamani Mascarin si è sentito in obbligo d’intervenire per precisare che a non volere i salici non è stata la sindaca, ma i tecnici. Secondo il loro parere la ripiantumazione dei salici avrebbe creato sempre problemi perché li la terra è poca e non idonea. Poi ha aggiunto che l’amministrazione aveva già un ditta che si era offerta di donare i salici, ma il parere degli esperti ha consigliato di lasciar stare. A nulla è servito far presente al presidente che in passato prima i gelsi e poi i salici hanno sempre adornato i mulini. “Se sono stati piantumati più volte – ha ribattuto Mascarin- significa che non resistono. Lì la terra è poca e crea problemi alle piante. E’ abbastanza logico.”

G. Mascarin

Strano che in passato questa evidente “logicità” sia sfuggita ogni qualvolta si andava a ripiantare i salici anche perchè nelle precedenti giunte sedevano un geologo e un laureato in scienze forestali. Evoluzione o involuzione della scienza oppure, molto più banalmente, una scelta politica? Mah! Oggi sorge spontanea una domanda: l’amministrazione Senatore ha scritto, con l’ausilio dei suoi botanici, il capitolo conclusivo sulla ripiantumazione dei salici oppure c’è ancora una flebile speranza che i prossimi amministratori locali riportino in auge la tradizionale presenza del verde davanti ai mulini? Che dire poi del precario stato di conservazione della mura che contiene il terreno su cui posavano le radici dei salici? Dalle crepe non potrebbe filtrare l’acqua del fiume che indebolisce le piante stesse? Mi auguro caldamente che questa vicenda non sia conclusa.

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