La costruzione di tre torri, da undici piani, incombe su Portogruaro
Ex Perfosfati
Portogruaro, 19.12.2019. L’amministrazione Senatore non ha intenzione di stralciare, dal vecchio Master Plan dell’ex Perfosfati, la possibilità di erigere tre torri, da ben undici piani, accanto ai due capannoni prossimi al restauro. La conferma si è avuta ieri durante i lavori della 3^ e 5^ commissione riunite congiuntamente. Il programma di recupero e rifunzionalizzazione, elaborato dalla precedente amministrazione comunale, prende il nome di Master Plan e prevedeva la vendita dell’area attorno ai due capannoni ad un privato per l’ammontare di 5 milioni di euro più i costi per la riqualificazione dell’ex fabbrica. Per invogliare i privati ad acquistare quest’area (attualmente degradata, ma inserita in una posizione strategica) si permetteva la cementificazione di 93 mila metri cubi con destinazione terziario-residenziale. In pratica tre torri da undici piani che ieri sera il consigliere di minoranza, Claudio Fagotto, ha definito una colata di cemento.

Poichè la città di Portogruaro ha beneficiato di un contributo statale di quasi 5 milioni di euro per recuperare l’ex Perfosfati, l’esponente pentastellato ha chiesto ai componenti della commissione se non fosse il caso di togliere dal vecchio Master Plan, ancora vigente come programma d’indirizzo, i famigerati 93 mila metri cubi. La risposta negativa è giunta da prima dal Responsabile tecnico del Comune, l’arch. Damiano Scappin, per il quale tre torre alle porte del centro storico non rappresentano alcun problema. Lo stesso ha poi precisato che il futuro dell’area, contermine ai due capannoni, sarà definito dall’amministrazione non appena quest’ultima avrà deciso cosa fare dell’ex Perfosfati. Ascoltando le parole del tecnico, il capogruppo del Centrosinistra, Marco Terenzi, ha avuto la riprova di quanto va sostenendo da tempo ovvero che la destinazione d’uso e la rinfunzionalizzazione dell’ex Perfosfati sono molto lontani. I cinque milioni di euro del Bando Periferie – per decisione dell’attuale amministrazione – serviranno unicamente ad arrestare il decadimento dei due capannoni mentre il Master Plan, copyright Antonio Bertoncello, ne prevedeva anche il riutilizzo con il completamento della bonifica.

E’ poi intervenuto il consigliere forzista, Enrico Zanco, il quale ha giustificato la conservazione dell’attuale Master Plan per ragioni puramente contabili. Ogni anno l’amministrazione attuale, ma discorso analogo vale anche per quella precedente, è solita inserire a bilancio il presunto ricavo della vendita dell’area attorno all’ex Perfosfati, pari a circa 5 milioni di euro, per coprire le spese di alcune opere pubbliche. Stralciare dal Master Plan il ricavo dalla vendita di questi terreni – come propone Fagotto – costringerebbe ad eliminare una lunga serie di opere pubbliche (dai nuovi marciapiedi ad interventi più corposi). Messa in questi termini la questione sembra blindata. Tuttavia se Fagotto avesse intenzione di non demordere dal suo intendimento, a lui sono state prospettate due opzioni: o diventa il nuovo sindaco di Portogruaro oppure da attuale consigliere pone ai voti del consiglio comunale una proposta di mozione che prevede lo stralcio dei 93 mila metri cubi dal Master Plan. E’ superfluo dirvi che quest’ultima via avrebbe solo una valenza simbolica, perché destinata ad essere bocciata. Fa specie, comunque, osservare che molte opere pubbliche del Comune di Portogruaro sono, nei fatti, finanziate “fittiziamente”. Solo grazie a successive e opportune variazioni di bilancio vengono “coperte”.

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