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Portogruaro: tra Lega e Senatore si è affievolita la “passione”

Portogruaro, 11.12.2018. In questo scorcio di fine anno la Lega Nord, con sempre maggior frequenza, ha criticato attraverso la stampa l’operato della sindaco Maria Teresa Senatore. In molti mi hanno chiesto perché una forza di maggioranza come il Carroccio, composta da ben tre consiglieri comunali ed un vicesindaco, non risolve all’interno del municipio le incomprensioni con la sindaco. Per comprenderlo occorre fare qualche passo indietro sino alle ultime elezioni amministrative del 2015. La Lega, assieme ad un gruppo di liste civiche, decide di puntare su un volto nuovo come candidato sindaco. La scelta ricade su una donna: Maria Teresa Senatore. Il fatto che non abbia mai praticato la politica viene indicato come un punto a suo favore. Tuttavia bisogna ricordare che suo marito è stato per anni consigliere comunale a Portogruaro nel Centrodestra. A causa della perenne frammentazione di quest’ultimo schieramento, la Senatore arriva seconda al primo turno. Il suo sfidante al ballottaggio sarà Marco Terenzi, rappresentante del Centrosinistra. In vista di questo importante confronto, la Senatore è abile a riunire il Centrodestra sotto un unico collante: la volontà di mandare all’opposizione il Pd con i suoi alleati. Riesce così a diventare la prima donna sindaco a Portogruaro. Ma a pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, la compattezza della maggioranza incomincia a mostrare i primi segni di cedimento. La causa principale è la composizione della giunta che qualcuno vorrebbe rivedere. Ma la sindaco rifiuta ogni insistente richiesta dando subito a capire di che stoffa è fatta. L’intransigenza, palesata in questa circostanza, fa aumentare l’ammirazione che la Lega ha verso di lei. Ma ben presto i leghisti scopriranno che un analogo trattamento sarà riservato anche a loro. Nell’estate del 2017 arrivano a Portogruaro alcuni richiedenti asilo che la Prefettura fa alloggiare in tre palazzine disabitate di via San Giacomo. La Lega insorge ed organizza una marcia di protesta alla quale, però, non partecipa la Senatore. La vicesindaco di allora, la leghista Ketty Fogliani, getta acqua sul fuoco delle polemiche affermando – ai microfoni di Antenna 3 – che la sindaco, pur assente, appoggia la loro protesta. L’episodio sembra chiuso qui, ma in realtà il rapporto tende a incrinarsi, perché la sindaco, anziché seguire le indicazioni della Lega, inizia a prendere decisioni in assoluta autonomia. Un esempio lo si è visto lo scorso agosto quando invitò alla manifestazione Open Sport l’atleta di colore Daisy Osauke balzata agli onori della cronaca per essere stata ferita ad un occhio da un uovo lanciato da un’auto in corsa. Il Carroccio si dissociò subito da quella iniziativa perché, pur condannando ogni forma di razzismo, il fatto “si era rivelato un puro mezzo di pubblicità mediatica”. Le tensioni esplodono nel corso dell’estate quando sulla stampa locale fanno capolino le dichiarazioni del segretario provinciale del Carroccio, Luca Tollon, che invita la vicesindaco Ketty Fogliani a dimettersi per dedicarsi a tempo pieno al suo mandato da neo-parlamentare. Dopo un logorante tira e molla durato un mese, arrivano le dimissioni. Ma a questo punto si verifica un colpo di scena. La sindaco, non avendo gradito questa ingerenza della Lega in giunta, decide di non sostituire la Fogliani con un altro esponente leghista che, secondo i rumors, avrebbe dovuto essere la capogruppo Alessandra Zanutto. Preferisce trattenere per sè le deleghe della Fogliani limitandosi a promuovere l’assessore Luigi Toffolo a suo vicesindaco. I leghisti – per bocca della Zanutto – manifestano tutto il loro rammarico per la scelta della sindaco di non aver fatto entrare in giunta un loro membro. Ribadiscono di non essere a caccia di poltrone, ma ritengono che la lealtà e la correttezza dimostrate in questi anni non dovevano far sorgere dubbi per la surroga delle deleghe. Dicono di accettare la scelta della sindaco per senso di grande responsabilità nei confronti dei cittadini che hanno dato la fiducia alla Lega nel 2015. La tregua tra la Lega Nord e la sindaco sarà di breve durata. I leghisti, infatti, non digeriscono i rinnovi avvenuti per il consiglio della Fondazione Santo Stefano e per la società LTA. Presentano un’interrogazione chiedendo sostanzialmente alla sindaco chiarimenti su alcune nomine di personalità che appartengono o sono appartenute al Partito Democratico. A settembre la decisione della giunta Senatore di spostare il luna park della Fiera di S. Andrea spinge i consiglieri leghisti Barbisan e Zanutto a palesare pubblicamente la loro contrarietà sul Gazzettino. Il primo bolla lo spostamento come una scelta azzardata mentre per la Zanutto è inopportuno adibire il parcheggio accanto alla ex perfosfati e stazione dei treni a nuova sede del luna park. E arriviamo ai primi di dicembre quando, davanti al municipio, la sindaco decide di far posizionare due ulivi al posto dei tradizionali abeti natalizi. Ancora una volta i consiglieri Barbisan e Zanutto esternano alla stampa il loro disappunto prendendo le distanze dall’iniziativa ideata dalla sindaco. Infine, è notizia di qualche giorno fa, la Zanutto ha attaccato, sempre dalle pagine del Gazzettino, gli uffici comunali di Portogruaro e l’assessore alle attività produttive perché avrebbero dovuto controllare meglio ciò che succedeva in città. Il riferimento è al sequestro dell’imbarcazione-ristorante ormeggiata da tempo a Piazza Dogana.

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